Communiqué ·

Mentre che si avvicinano le elezioni amministrative l'ufficio dei sindaci è stato oggetto di forti polemiche per 2 anni.

 

Infatti nell'agosto 2018 l'AFP ha effettuato un sondaggio sui dati del RNE.

 

Nel 2018, 1021 si erano già dimessi almeno 2anni prima della fine naturale del loro mandato, con un 55% in più rispetto al precedente 2008-2014. La cifra non tiene conto delle dimissioni automatiche a causa del cumulo dei mandati. Includendo questi dati l'associazione dei sindaci e dei presidenti delle comunità montane stima  dimissioni per un totale di 1521 amministratori.

 

La metà dei consiglieri comunali ha annunciato che non si candiderà alle prossime elezioni!

 

Nel 87% dei casi chi ha deciso di non ricandidarsi è consigliere o sindaco in zone rurali e montane o in comuni di piccole dimensioni (- di 2000 abitanti). Tale tendenza è aumentata a dismisura sotto la presidenza di Emanuel Macron!

La stampa, che ha pubblicato questa indagine ha evocato come motivo quello di un'usura e di una stanchezza verso sempre maggiore pesantezza della funzione pubblica. In risposta alle critiche il governo ha risposto minimizzando e tentando di negarlo.

 

Al fine di analizzare la situazione, la delegazione presso le autorità e gli enti locali all'interno dell'assemblea nazionale (parlamento Francese). Per questa indagine sono stati incaricati i deputati kamovski LREM  e lacroute LR. Per portare avanti lo studio hanno organizzato un sondaggio a cui hanno risposto 2500 sindaci.

 

 

 

Qualunque sia la ragione, tutte le regioni dell'occitania sono coinvolte dal fenomeno delle dimissioni. la zona di Tolosa (erroneamente chiamata regione occitana) è presentata come regione delle dimissioni.

Il dipartimento dell'alta Garonna ha il più alto numero di dimissionari (7.13%), seguito da gard (6.54%, per tutte le cariche) e aude (5.94%). Diverse decine di dimissioni di segnalano anche nei dipartimenti del Gers, degli Pirenei e tarn, così come le altre regioni occitane (Provenza lengadoca...).

 

Essendo un problema che coinvolge anche l'occitania, l'assemblea occitana ha deciso di interessarsi alla questione e cercherà di trovare le possibili soluzioni.

CAUSE MULTIPLE:

 

Nel suo sondaggio basato sull'elenco degli iscritti all'albo degli eletti ha menzionato le seguenti cause: 

- la crescita dei tecnicismi giuridici e l'accumulo di leggi, riforme e regolamenti rendono sempre più complicato e pesante svolgere la funzione pubblica. Con il disimpegno dello stato i sindaci si trovano a compiere funzioni non propriamente del suo compito. Un esempio è l'assistenza sociale.

- le difficoltà a livello familiare: di fronte a un livello di lavoro eccessivo si creano tensioni familiari (anche considerando che i sindaci dei piccoli comuni sono generalmente dei pensionati e dunque hanno già dei problemi di salute).

-la bassa valutazione della funzione: in relazione alla grande responsabilità e quantità di lavoro i sindaci (ad eccezione delle grandi città) ricevono compensi un troppo bassi. Inoltre non c'è scudo penale ed è dunque probabile avere problemi con la giustizia.

- le fusioni tra comuni imposte dalla stato centrale: con una recente riforma territoriale di tende a imporre le fusioni tra i comuni più piccoli. Tale operazione richiede fatica e tempo! Creando comuni più grandi si aumenta la frustrazione dei sindaci dei piccoli comuni che sentono venir meno la loro influenza.

 

I sindaci si sentono come meri esecutori di decisioni prese altrove. I politici di professione. Inoltre non gli prendono sul serio!

-la richiesta da parte da parte dei cittadini di soluzioni rapide per qualsiasi problema quotidiano, che se non soddisfatti finiscono per riversare la loro rabbia e la delusione sugli eletti.

 

-la mancanza di autonomia finanziaria, dovuta principalmente al taglio dei finanziamenti dello stato centrale (-50% in 5anni) , l'eliminazione delle tasse locali che rappresenta il 34% delle entrate comunali. Negli ultimi anni c'è stato, inoltre, una netta riduzione dei posti di lavoro sovvenzionata da Parigi.

 

ASSEMBLADA OCCITANA

 

 

Sèti: Ais de Provença

Sit: www.assemblada.org

E-mail: info@assemblada.org